Thriller Blog in forte ascesa


 50mila grazie!


In attesa del post che era previsto Un altro traguardo è stato superato e questa volta in tempi relativamente brevi, poiché da ottobre a oggi si sono aggiunti altri 10mila contatti. Segnale di un blog che continua a crescere insieme a voi, a una passione che non finisce mai e al vostro gradimento per i contenuti, che cerco sempre di mantenere costanti e vari. Raggiungere questa cifra è un po’ come risolvere un "mistero della camera chiusa": sembrava impossibile all'inizio, eppure tutti i pezzi del puzzle sono andati al loro posto. 

50.000 volte grazie.


Tra le ombre del passato: 

Il ritorno del Giallo Storico

Il successo del blog certifica un trend che vediamo anche in libreria: non ne abbiamo mai abbastanza del sangue versato tra le pieghe della Storia. Dati alla mano il genere thriller/giallo risulta essere tra i più venduti. Se il Noir moderno ci racconta il marcio della metropoli, il Mystery Storico ci ricorda che l'animo umano non è cambiato dai tempi dell'Antica Roma o della Londra vittoriana.

Giallo curiosità

Lo sapevate? Molti ignorano che il primo vero detective della letteratura non è Sherlock Holmes, ma l'Auguste Dupin di Edgar Allan Poe ne I delitti della Rue Morgue (1841). Un uomo che usava la logica pura come un bisturi. Diciamocelo: senza di lui, oggi Holmes sarebbe ancora a cercare le chiavi di casa a Baker Street.


News dal fronte: Schermi e Pagine


Come diceva Hitchcock: "La paura è un'emozione che le persone amano provare quando sono sicure di essere al sicuro". Leggere un thriller è un patto: l'autore ci spaventa, ci sfida, ci confonde, e noi gli chiediamo di farlo ancora. E mentre festeggio con voi il nuovo traguardo, il mondo del brivido non dorme mai. Ecco qualche spunto per le vostre prossime "indagini".


Il ritorno dei grandi classici: C’è una rinnovata attenzione per la "Regina" Agatha Christie. Nonostante i numerosi e ben riusciti adattamenti cinematografici di Kenneth Branagh, il consiglio è sempre quello: tornate alla carta. Nulla batte l'atmosfera soffocante di Dieci Piccoli Indiani. (A proposito, chi è il vostro colpevole preferito? No, niente spoiler, non vorrei scatenare un delitto tra i commenti).


📚 La Biblioteca del Delitto: 5 Titoli che      ogni "Indagatore" deve aver letto

Per i nuovi 10.000 contatti (e per i veterani che vogliono ripassare), ecco una selezione di opere che hanno ridefinito i confini del genere e non possono mancare nella vostra libreria:


"Il nome della rosa" di Umberto Eco

 L'Imprescindibile Storico. Se pensate che un monastero medievale sia un luogo di pace, non avete mai incontrato Guglielmo da Baskerville. Un labirinto di citazioni, filosofia e, naturalmente, una scia di cadaveri che ha reso il giallo storico un genere nobile.


"Il lungo addio" di Raymond Chandler

 Il Manifesto del Noir. Philip Marlowe non è solo un detective, è uno stato d'animo. Qui la trama conta quasi meno dell'atmosfera: sigarette, pioggia, cinismo e una prosa che taglia come un rasoio. Chandler ci insegna che il vero mistero è sempre l'animo umano.


"L'assassinio di Roger Ackroyd" di Agatha Christie 

 L'Esercizio di Stile. Non si può parlare di gialli senza citare la Regina. Questo romanzo è il punto di rottura: Agatha infrange le regole, gioca con il lettore e lo sconfigge sul finale. Un consiglio: non fidatevi di nessuno, nemmeno di chi vi sta raccontando la storia.


"Dalia Nera" di James Ellroy

 Il Lato Oscuro del Sogno. Qui entriamo nel territorio del trauma. Ellroy prende un fatto di cronaca reale e lo trasforma in un incubo ossessivo. È una lettura viscerale, violenta, che non concede sconti. Il noir ai suoi massimi livelli di ferocia.


"Il talento di Mr. Ripley" di Patricia Highsmith

 Il Fascino del Male. Ribaltiamo la prospettiva: non seguiamo chi indaga, ma chi uccide. La Highsmith ci obbliga a fare il tifo per un sociopatico raffinato, trascinandoci in un abisso di ambiguità morale da cui è difficile uscire puliti.


Cinema e Noir: Tenete d'occhio le produzioni indipendenti che stanno riscoprendo il Neo-Noir rurale, dove il male non si nasconde nei vicoli bui, ma sotto il sole cocente di province dimenticate. È un genere che "sporca" le scarpe, molto simile all'atmosfera che ho cercato di evocare con il mio nuovo thriller storico. 


50.000 Passi nell'Abisso:

 Verso "La Crisalide e la Lama"

Come ormai sapete dopo aver navigato tra le "favole inquiete" e le memorie di estati passate, la mia penna si è fermata tra le foreste febbrili di Hispaniola e le nevi di Reno.

Immaginate l'ombra più terrificante della Londra vittoriana: Jack lo Squartatore. Ora, dimenticate le strade acciottolate di Whitechapel. Portatelo dove la legge è un concetto sfumato e la sopravvivenza un privilegio: il West americano del 1891.

Nel mio nuovo romanzo, "La Crisalide e la Lama", la caccia non è solo a un assassino rituale, ma alla verità stessa. Attraverso gli occhi di Theo Natolys — di cui già avete avuto qualche anticipazione  qui sul blog — e la confessione tormentata del marshal Aaron Rosebud, scenderemo in un microcosmo di anime perdute: il Big Circle, un bordello dove le "colombe" lottano per la dignità in un mondo che le vorrebbe solo merce.


Perché "La Crisalide e la Lama"?

Perché in questa storia nulla è ciò che sembra. La Crisalide rappresenta il trauma, la trasformazione negata, il segreto custodito sotto strati di dolore. La Lama è l'atto finale, la precisione chirurgica del male, ma anche lo strumento che squarcia il velo delle apparenze.

E come segnalato nell'ultimo post, non aspettatevi eroi senza macchia. Rosebud è un uomo spezzato, Abigail è una regina decadente che regna su un impero di seta e fango, e il killer... beh, il killer è una presenza mitologica che vi costringerà a guardare dentro il vostro abisso personale.


Una sfida letteraria

Scrivere questo romanzo è stato come camminare su un filo teso: da una parte il rigore della ricerca storica, dall'altra il lirismo di una tragedia che non concede catarsi. Non è un libro "pop", lo sapete che non è nel mio stile. È un viaggio per chi non ha paura del buio e vuole calarsi nelle atmosfere dense e cupe di una frontiera americana che vi lascerà senza fiato.  


Chiusura di questo post celebrativo con ringraziamenti dovuti a tutti voi per avermi regalato un'altra gioia: siete una community di "detective" formidabile. Avete la pazienza di un cecchino e l'intuito di un commissario di lungo corso. 

Alla prossima, e come sempre buone letture.



“Ogni parola è un passo. Grazie per aver camminato con me tra queste righe.  

  Ma le storie non finiscono, cambiano voce e interpreti e aspettano solo di essere ascoltate.”


Massimiliano Serino

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