Fumetto da brivido

 


L’Inchiostro che Sanguina

 Metamorfosi del Thriller e del Noir nel Fumetto dal 1960 ai giorni nostri 



Si dice spesso che il fumetto sia la "nona arte", ma per chi scrive di ombre, colpe e misteri, è molto di più: è un laboratorio visivo dove l'ossessione prende forma prima ancora che la parola la descriva. Se il noir è l'estetica del chiaroscuro, il fumetto ne è l’habitat naturale. Dai vicoli di carta della Milano degli anni Sessanta alle metropoli distopiche del cyberpunk giapponese, il confine tra letteratura, cinema e disegno si è fatto sempre più sottile, fino a svanire.

Cronologia del Delitto

Per comprendere dove siamo oggi, dobbiamo tornare agli albori della nuvole di china per esaminare come l'oscurità ha iniziato a popolare le edicole e le librerie.

  • Anni ’60: Il Giallo a fumetti e la Rivoluzione Nera. In Italia nasce il "Nero": le sorelle Giussani creano Diabolik (1962), seguiti da Magnus & Bunker con Kriminal e Satanik. È il trionfo del cattivo.

  • Anni ’70: Il Realismo e il Gekiga. Mentre negli USA il fumetto supereroistico scopre i temi sociali (il Batman di Dennis O'Neil), in Giappone esplode il Gekiga con autori come Yoshihiro Tatsumi, che portano il noir crudo e la disperazione urbana nelle vignette.

  • Anni ’80: L’Età Oscura. È il decennio di rottura. Frank Miller riscrive il mito con Sin City e The Dark Knight Returns, mentre in Italia Tiziano Sclavi lancia Dylan Dog (1986), fondendo horror, noir e citazionismo colto.

  • Anni ’90: L’Espansionismo Noir. Nasce l’etichetta Vertigo (DC Comics). Titoli come Hellblazer portano il noir in territori esoterici. In Giappone, Naoki Urasawa inizia a serializzare thriller psicologici complessi come Monster.

  • Dagli anni 2000 a oggi: La Graphic Novel come Letteratura. Il fumetto entra nelle librerie con la dignità del romanzo. Autori come Ed Brubaker e Sean Phillips (Criminal) definiscono il noir moderno, mentre il mercato europeo brilla con capolavori come Blacksad di Canales e Guarnido.






Lo Specchio e la Lente:

 Cinema, Letteratura e Fumetto

Il rapporto tra questi media non è una semplice imitazione, ma un costante scambio di fluidi vitali.

Il Grande Schermo e le Nuvole di Parlato

Il cinema ha attinto a piene mani dal fumetto per rigenerare la propria estetica. Pensiamo a Road to Perdition (Era mio padre), tratto dalla graphic novel di Max Allan Collins: un noir purissimo che deve la sua potenza visiva alla scomposizione dell’inquadratura tipica della pagina disegnata. O ancora, il caso di Oldboy, capolavoro di Park Chan-wook, che affonda le sue radici nell’omonimo manga di Garon Tsuchiya e Nobuaki Minegishi, trasportando la narrazione del "mistero della stanza chiusa" in una dimensione psicologica estrema. Viceversa, registi come Quentin Tarantino o David Fincher hanno costruito film (Se7en) che sembrano "fumetti non disegnati", dove il montaggio ricalca il ritmo delle tavole, dimostrando che il linguaggio visivo del thriller è ormai universale.

La Parola che si fa Tratto

Oltre ad essere un grande fruitore di fumetti, ho trascorso oltre dieci anni a creare e disegnare tavole in china e a colori, spaziando da trame a sfondo storico al fantasy e al noir. Vengo da studi artistici più che umanistici e questo fattore è stato decisivo per dare spazio alla mia creatività mettendola subito alla prova nel campo dell'immagine su carta. La letteratura è arrivata soltanto molto più tardi, ma ritengo che il legame esistente tra le due arti sia qualcosa di molto intimo. Come per un ottimo film, alla base di un fumetto straordinario c'è sempre una sceneggiatura all'altezza. Le due cose sono inscindibili. 

Il fumetto noir ha saputo masticare e sputare la lezione dei maestri dell’hardboiled come Raymond Chandler e Dashiell Hammett. Frank Miller in Sin City non fa altro che portare alle estreme conseguenze la prosa asciutta di Hammett, trasformandola in un contrasto violento tra bianco e nero assoluto. Non mancano poi i passaggi diretti: si pensi alle trasposizioni grafiche dei romanzi di James Ellroy o al lavoro di Paco Roca, capace di infondere nei suoi racconti una profondità psicologica che nulla ha da invidiare alla narrativa "alta". Il fumetto noir moderno ha smesso di essere un genere di consumo per diventare, a tutti gli effetti, letteratura disegnata.





Scuole a Confronto: 

L’Acciaio Americano e l’Ombra Giapponese

Il thriller a fumetti si è evoluto in modi differenti a seconda delle latitudini, offrendo due sguardi diversi sullo stesso abisso.

  • La Scuola Americana: Il Noir di Strada. Qui domina la figura dell'antieroe, l'investigatore sgualcito o il criminale per necessità. Lo stile è spesso sporco, cinematico, influenzato dal cinema di serie B e dalla cronaca nera. Il ritmo è serrato, i dialoghi sono lame. È un thriller d'azione e di atmosfera, dove la città è un mostro che divora i suoi figli.

  • La Scuola Giapponese: Il Thriller dell'Anima. Il Giappone ha perfezionato il thriller psicologico e l'horror d'atmosfera. Autori come Naoki Urasawa o Junji Ito (per l'horror) lavorano sulla dilatazione del tempo. Il lettore viene intrappolato in trame labirintiche dove il male non è solo un colpevole da trovare, ma una malattia spirituale che infetta la realtà. La precisione del segno giapponese, capace di passare dal dettaglio anatomico all'astrazione simbolica, rende l'esperienza di lettura quasi ipnotica.





Cinque consigli di lettura imperdibili


1. From Hell – Alan Moore & Eddie Campbell

Perché leggerlo: Per me che ho appena terminato di scrivere un romanzo su Jack lo Squartatore, questo testo è sacro. Moore non si limita a raccontare i delitti, ma compie un’operazione di "anatomia psichica" della Londra vittoriana. È un’opera monumentale, densa di documentazione storica, esoterismo e terrore.

  • Note di merito: La capacità di Moore di trasformare un fatto di cronaca in un mito oscuro e universale. L'atmosfera è plumbea, sporca, perfetta per chi cerca il realismo crudo.

2. Blacksad – Juan Díaz Canales & Juanjo Guarnido

Perché leggerlo: È il noir allo stato puro, trasposto negli anni '50 americani. Nonostante i personaggi siano animali antropomorfi, l’umanità che sprigionano è devastante.

  • Note di merito: La "regia" delle tavole e l'uso magistrale dell'acquerello creano un'atmosfera cinematografica che ricorda i classici del cinema noir. È una lezione su come la luce e il colore possano narrare la malinconia.

3. Monster – Naoki Urasawa

Perché leggerlo: Rappresenta la vetta del thriller psicologico giapponese. Ambientato nell'Europa del post-Muro, segue la caccia a un sociopatico manipolatore.

  • Note di merito: La costruzione della trama è un congegno a orologeria. Urasawa lavora sulle sfumature morali: chi è il vero mostro? Questa , fra l'altro, è una domanda che risuona spesso nelle riflessioni che troverete nel mio nuovo romanzo "La Crisalide e la lama".

4. Criminal – Ed Brubaker & Sean Phillips

Perché leggerlo: Brubaker è il re del noir contemporaneo. Criminal è una serie di storie autoconclusive che esplorano il mondo della malavita senza alcuna traccia di glamour.

  • Note di merito: Qui trovate il realismo dei personaggi "consunti", crudi, reali. Uomini e donne spezzati, vestiti logori e ambienti che sanno di fumo e sconfitta. È la quintessenza del noir letterario.

5. Sin City – Frank Miller

Perché leggerlo: Per il linguaggio visivo. Miller porta il contrasto tra bianco e nero (il chiaroscuro) a un livello estremo, quasi astratto. È un noir iperbolico, violento e crepuscolare.

  • Note di merito: La voce narrante in prima persona, tipica dell'hardboiled, che guida il lettore nei meandri di una città corrotta. È un esempio perfetto di come "sporcare" la narrazione per renderla iconica.



La Mia Crisalide di Carta

Da scrittore che si muove nelle terre di confine del thriller e del noir, come dicevo pocanzi, non posso nascondere il debito di gratitudine che ho verso il fumetto. Per me, una graphic novel non è mai stata soltanto una "lettura d'evasione", ma una fonte inesauribile di ispirazione.

Quando progetto le atmosfere dei miei racconti, o quando scavo nelle ossessioni dei miei personaggi - come il dualismo tra la bellezza e la violenza che attraversa La crisalide e la lama - spesso la mia mente "vede" per inquadrature, per tagli di luce che ho imparato ad amare tra le pagine di un fumetto. Il fumetto mi ha insegnato il potere della sintesi: come un singolo dettaglio, una macchia di china o uno sguardo intravisto nel buio, possa raccontare più di dieci pagine di descrizione.

È giunto il momento di restituire la giusta dignità a questo mezzo di comunicazione. Il fumetto è arte pura, è cultura documentata, è un ponte tra il sogno e la cronaca. Chi nega al fumetto il suo posto nel pantheon delle arti non ha mai guardato davvero dentro l'ombra di una vignetta. È lì che spesso si nasconde la verità più nuda dell'uomo.





Spero che questo breve viaggio tra le nuvole di china vi possa essere piaciuto. Se avete voglia scrivetemi qual è la vostra graphic novel preferita. 

Come vi avevo preannunciato, molti saranno gli argomenti che affronteremo insieme in questo 2026, per quanto riguardo il prossimo post ritornerò a parlarvi del romanzo in uscita con altre curiosità e i primi reel promozionali.

A presto e buone letture!


“Ogni parola è un passo. Grazie per aver camminato con me tra queste righe.  

  Ma le storie non finiscono, cambiano voce e interpreti e aspettano solo di essere ascoltate.”


Massimiliano Serino

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