Negli ultimi anni il modo di presentare un’opera è cambiato radicalmente. Un autore non è più soltanto qualcuno che scrive, deve mettersi al passo con le richieste dei lettori e crearsi un suo pubblico, deve imparare a dirigere, utilizzare al meglio la tecnologia esistente, montare i suoi storyboard in veri trailer e curare la parte audio con la scelta di musica, suoni e voci. Insomma: la pagina non basta più. Nell'era dell'immagine vedere il respiro dei personaggi, ascoltare il rumore dei loro passi, percepire l’atmosfera prima ancora di leggerla, aiuta a promuovere il libro oltre la semplice copertina. In questo post che presenta uno Psico/Thriller come "Il Caso Rebecca Rossini", approfitterò anche per parlarvi del mio modo di creare e del nuovo ecosistema narrativo che sto costruendo tra scrittura, cinema, IA e YouTube.
Max Serino: Il Noir d’Autore
Le storie non vivono più solo sulla pagina, ma anche nei video, nelle musiche, nelle atmosfere che ricrei, nei volti che dai ai personaggi.
È qui che nasce il mio canale YouTube Max Serino – Il Noir d’Autore: un luogo dove il noir diventa immagine, il thriller psicologico si propone come esperienza e la scrittura si contamina con il linguaggio del cinema. Il progetto è recente, seppur il canale esista da diversi anni, così come i contatti social di Instagram, Facebook e Tik Tok.
Sono le stesse piattaforme video che hanno cambiato il modo in cui il pubblico entra in contatto con una storia. Costruire un book trailer cinematografico è una nuova forma di narrazione che può e deve viaggiare di pari passo con il libro stesso. Un modo per portare il noir d’autore fuori dalla pagina e dentro un linguaggio che il pubblico riconosce immediatamente: quello del cinema.
Un book trailer non è soltanto un gadget per fare colpo, ma una forma narrativa parallela, un modo per dare ritmo e luce a ciò che il lettore troverà nel libro. È l’autore che diventa regista del proprio immaginario.
Naturalmente, non tutti accolgono questo cambiamento con entusiasmo.
I lettori "seriali", i puristi del cartaceo - quelli che per intenderci amano il profumo della pagina, il gesto di sfiorarla, e per i quali la lettura diviene un vero e proprio rito - guardano a queste contaminazioni con sospetto.
E li capisco: la letteratura ha una sacralità che non va toccata.
Ma il punto non è sostituire. È affiancare. È dare alla storia un’altra porta d’ingresso, soprattutto per chi, come i giovani, vive in un mondo dove l’immagine è il primo linguaggio.
Il video non rimpiazza il libro: lo accompagna, ne amplifica la portata e il significato, lo rende visibile a chi forse non lo avrebbe mai incontrato. E il suo ruolo primario, di stimolare l'immaginazione e viaggiare restando comodamente seduti in poltrona, resta immutato.
Si legge sempre meno e se una nuova forma di comunicazione, che rimane comunque un'espressione artistica, contribuisce ad avvicinare più persone alla lettura, allora lo scopo è raggiunto.
Sinossi
Il Caso Rebecca Rossini
Nel cuore di un palazzo che custodisce più ombre che stanze, una giovane donna racconta un ricordo che non dovrebbe esistere. Una stanza bianca, un neon che vibra, un dettaglio che lacera la realtà.
La dottoressa Nadia Rinaldi ascolta, registra, analizza: ma ogni seduta sembra aprire una crepa più profonda nella mente di Rebecca… e forse non solo nella sua.
Tra memoria, suggestione e verità distorta, Il Caso Rebecca Rossini esplora il punto in cui la psiche smette di proteggere e inizia a tradire.
Un thriller psicologico che scava nel trauma e nella percezione delle immagini interiori. Il racconto farà parte dell’antologia Echi di cose perdute, seguito della pluripremiata Favole Inquiete.
A seguire il breve corto presente sul canale YouTube per portarvi nell'atmosfera del thriller.
Incipit del racconto
«La scala… niente ascensore. Gli attacchi di panico arrivano sempre in luoghi piccoli e chiusi. C’è un silenzio teso, disturbante, ho la sensazione che il palazzo stia trattenendo il respiro in attesa della mia scoperta. Sento solo il rumore metallico della cabina che si blocca ai piani e riparte. E ogni volta mi spacca il cuore. Scendo i gradini con la sensazione che non dovrei farlo, non da sola. Arrivata in fondo alla rampa, il neon sopra la porta vibra. Un tremolio nervoso che taglia la penombra in strisce irregolari, e appena la luce si abbassa mi sembra di vedere un movimento, un gesto che non riesco a fissare, come se la realtà si stesse piegando per nascondere la verità. È più di un presentimento… qualcosa di brutto sta per accadere. Percorro il corridoio col fiato corto. La stanza bianca è lì, aperta, mi sta spettando. È spoglia, gelida, il pavimento sporco; i contatori del palazzo emettono un ronzio continuo che scandisce il tempo in modo innaturale. È in quel momento che la vedo. Distesa al centro del locale c’è una figura. Una donna. Il corpo è immobile, la testa piegata in modo innaturale che non lascia spazio a interpretazioni, le braccia abbandonate come se avessero smesso di appartenere al corpo. E per un istante penso che potrei ancora salvarla, che potrei correre verso di lei, ma le gambe non rispondono, restano inchiodate come se avessero capito prima di me che non c’è più nulla da fare.»
«Vuoi una pausa, Rebecca? Mi sembri molto provata.»
«No. No, posso andare avanti. Devo…»
«Ok, ma ricordati che va tutto bene. Sei in un luogo sicuro. La senti la mia mano?»
«Sì. Voglio continuare.»
«Cosa succede in quella stanza?»
«Sento un suono brevissimo, pulito, con una frequenza acuta. Dura meno di un secondo. E poi un respiro. C’è qualcun altro. Non so chi sia, non vedo il volto. Si muove lento, controllato, una presenza che si china sul corpo con una precisione che mi fa gelare il sangue. Uno sfarfallio luminoso e in quell’istante vedo un dettaglio: una mano che si solleva, un oggetto di metallo che riflette il neon con un bagliore tagliente, un gesto che non capisco ma mi fa arretrare di un passo, perché ciò che sta accadendo non è un incidente, non è qualcosa che posso spiegare. È un atto deliberato. E io lo sto guardando.»
🎬 NOIR E PSICO‑THRILLER CONTEMPORANEO (dal 2020 a OGGI)
Cinema e Serie TV che dialogano con “Il Caso Rebecca Rossini”
🎥 The Night House – La Casa Oscura (David Bruckner, 2020)
Una donna affronta il lutto per la morte del marito, ma la sua casa sembra reagire ai suoi pensieri. Il film lavora sulla percezione alterata, sul trauma che distorce la realtà e sulla paura che nasce da ciò che la mente non vuole ricordare. Perché è pertinente: come Rebecca, la protagonista vive una realtà che si incrina nei dettagli.
🎥 Saint Maud (Rose Glass, 2020)
Una giovane infermiera sviluppa un’ossessione religiosa che si confonde con allucinazioni e deliri. Il film è un viaggio nella psiche che implode, dove la protagonista non distingue più tra fede, colpa e percezione. Perché è pertinente: dissociazione, delirio, identità frammentata — temi centrali nel tuo racconto.
🎥 The Pale Blue Eye – I delitti di West Point (Scott Cooper, 2022)
Un investigatore indaga su un omicidio in un’accademia militare, aiutato da un giovane Edgar Allan Poe. Atmosfera cupa, tensione psicologica, personaggi spezzati. Perché è pertinente: noir storico con forte componente mentale, vicino alla tua scrittura.
🎥 True Detective – Night Country (Issa López, 2024)
Una coppia di detective indaga su un caso che intreccia trauma, dissociazione e verità che emergono a strappi. La stagione lavora sul non detto, sulle percezioni alterate e sulle memorie che mentono. Perché è pertinente: la struttura mentale del racconto è simile a quella delle sedute di Rebecca.
🎥 The Devil All the Time – Le strade del male (Antonio Campos, 2020)
Un mosaico di personaggi segnati da violenza, colpa e manipolazione psicologica. Un mondo dove nessuno è innocente e tutti mentono. Perché è pertinente: la manipolazione mentale è un tema chiave del tuo racconto.
🎥 I’m Thinking of Ending Things – Sto pensando di finirla qui (Charlie Kaufman, 2020)
Un viaggio nella mente di una protagonista che non sa più cosa è reale. La memoria riscrive tutto, anche ciò che non dovrebbe essere riscritto. Perché è pertinente: il racconto di Rebecca è un labirinto mentale simile.
Rebecca Rossini durante una seduta con la dottoressa Nadia Rinaldi
📚 LETTERATURA PSICO‑THRILLER CONTEMPORANEA (dal 2020 a OGGI)
📘 La stanza delle mele – Matteo Righetto (2023)
Un romanzo che lavora sulla memoria traumatica e sulla percezione alterata.
Una donna affronta un passato che non ricorda più in modo lineare, e la verità emerge a strappi, come nel caso di Rebecca.
Un thriller psicologico che lavora sulla percezione, sulla paranoia e sulla costruzione mentale della verità.
Protagonista inaffidabile, tensione mentale e atmosfera noir tipica di questo autore.
📘 La casa delle bugie – C.L. Taylor (2020)
Una donna affronta un passato che non ricorda più correttamente.
La verità è un puzzle che cambia forma.
Come per il Caso di Rebecca Rossini abbiamo memoria frammentata, trauma, manipolazione.
📘 La terapia– (Sebastian Fitzek, ed. italiana 2020)
Un terapeuta affronta un caso che mette in discussione la sua stessa percezione.
Un maestro del genere: dissociazione, trauma, verità manipolata.
Anche questo post lo mandiamo in archivio...
ma non nel senso di “chiuso”, piuttosto nel senso di “messo da parte per tornare a parlarne”.
Perché ogni volta che apro una nuova pagina del blog mi sembra di continuare una conversazione iniziata tempo fa con chi mi legge, mi segue, o si ferma qui anche solo per curiosità.
Voglio sempre pensare che questo percorso lo stiamo costruendo insieme. E anche il canale YouTube, i book trailer, le contaminazioni con il cinema, i racconti che diventano immagini e atmosfere… ogni creazione è un modo nuovo per condividere ciò che scrivo e farvi entrare nel mio laboratorio di ombre.
Nei prossimi giorni arriveranno altri contenuti, ci saranno nuovi dietro le quinte e storie che chiedono di essere lette.
E se volete seguire questo percorso che unisce pagina e immagine, noir e percezione, allora sapete già dove trovarmi.
Io continuo a scrivere.
Voi continuate a leggere, guardare, ascoltare.
E da qualche parte, tra una scena e una frase, ci incontriamo di nuovo.
“Ogni parola è un passo. Grazie per aver camminato con me tra queste righe.
Ma le storie non finiscono, cambiano voce e interpreti e aspettano solo di essere ascoltate.”