Gotico per passione


Favola nera 

Ritorno al gotico

Presentazione del racconto del mese





 Il gotico è una delle forme narrative più affascinanti e longeve della letteratura occidentale. Non è soltanto un genere: è un modo di guardare il mondo. Nasce nel Settecento come ribellione contro l’ordine razionale dell’Illuminismo e porta sulla pagina ciò che la ragione non riesce a contenere: l’ombra, la memoria, la superstizione, il perturbante.

Le sue ambientazioni — manieri isolati, campagne brumose, stanze dove il tempo sembra essersi fermato, ville infestate da presenze — vanno oltre il semplice aspetto scenografico, diventano organismi vivi che reagiscono ai personaggi e assumono a loro volta il ruolo di protagonisti. Nel gotico, la natura è spesso matrigna e le case non sono affatto il luogo sicuro dove far crescere una famiglia, custodiscono segreti terribili, frutto di colpe tramandate da generazioni.

Eppure, ciò che rende il gotico irresistibile non è il terrore, ma l’intimità. Ogni storia gotica è una discesa nelle pieghe dell’animo umano, dove la paura è un riflesso dei mostri che abbiamo dentro. È un genere che parla di legami, di ossessioni, di ciò che non riusciamo a lasciare andare. Per il racconto del mese di luglio ho scelto di regalarvi una di queste storie, sperando che nella canicola di questo inizio estate possa regalare qualche brivido.

Vi ricordo che a partire dal primo di luglio potete trovare l'intera storia nella pagina Serial Stories del blog.


Sinossi del racconto


Favola nera è un racconto gotico ambientato nel Wiltshire del 1871, in una campagna inglese che sembra respirare insieme ai suoi personaggi. Al centro della storia c’è Blackwall Court, un antico casolare Tudor che custodisce memorie, cicatrici e un passato che non ha mai smesso di camminare tra le sue stanze.

Mary Ann Blackwall, madre amorevole e figura che appare luminosa nel cuore della brughiera, narra tutte le sere ai suoi gemelli una favola che non è soltanto un racconto della buonanotte, ma un frammento di storia familiare. Una storia di coraggio, di legami indissolubili, di fratelli uniti da qualcosa che va oltre il sangue e gli affetti.

Tra brume, lupi, laghi ghiacciati e un destino che sembra scritto nella pietra, Favola nera è una discesa nella memoria, nel sacrificio e nella forza misteriosa che lega chi si ama. Una fiaba oscura, dove la luce è malata e l’ombra trattieni segreti.



📚 La stanza dei libri


La prima porta che apriremo è quella della letteratura.
Dietro, Mary Shelley osserva la sua creatura: Frankenstein (1818, Mary Shelley, Einaudi/Mondadori). Non è un romanzo dell’orrore, ma una meditazione sulla solitudine. Come i fratelli di Favola nera, anche la creatura cerca un legame che il mondo non sa offrirgli.
Poco più avanti, Emily Brontë lascia che il vento della brughiera scuota le pareti di Cime tempestose (1847, Emily Brontë, Feltrinelli/Garzanti). Qui la natura giudica. E la bruma del Wiltshire sembra rispondere allo stesso richiamo.
Henry James, invece, preferisce il silenzio. Il giro di vite (1898, Henry James, Adelphi) è un gioco di specchi: ciò che vediamo è reale o solo un riflesso? La presenza dei bambini, come in Favola nera, diventa un enigma morale.
E come non ritrovarci davanti a Poe, con La caduta della casa degli Usher (1839, Edgar Allan Poe, Feltrinelli/Newton Compton). Abbiamo detto che nel gotico le case sono organismi. Blackwall Court potrebbe benissimo essere una loro parente.

Ecco la scaletta delle letture irrinunciabili: 
Frankenstein – Mary Shelley, 1818  
Editore italiano: varie edizioni (Einaudi, Mondadori).  
Shelley inaugura il gotico moderno trasformando la paura in una domanda morale.
Raffronto: come in Favola nera, il gotico nasce dal legame: creatore/creatura, madre/figli.

Cime tempestose – Emily Brontë, 1847  
Editore: Feltrinelli, Garzanti.  
Brughiera, vento, case che trattengono rancori. Il gotico psicologico per eccellenza.
Raffronto: la bruma del Wiltshire in Favola nera richiama la stessa natura emotiva della brughiera di Brontë.

Il giro di vite – Henry James, 1898  
Editore: Adelphi.  
Ambiguità pura: ciò che vediamo è reale o riflesso della mente?
Curiosità: è il testo che ha definito il concetto di “perturbante domestico”.

La caduta della casa degli Usher – Edgar Allan Poe, 1839  
Editore: Newton Compton, Feltrinelli.  
Case che si sgretolano come coscienze.
Raffronto: Blackwall Court, come la casa degli Usher, è un organismo narrativo.

🎬 La sala delle immagini

Il cinema ci apre una porta più luminosa, ma non meno inquieta.

Alejandro Amenábar, con The Others (2001, Amenábar), filma una madre che protegge i figli in una casa che non vuole essere dimenticata. Nicole Kidman attraversa stanze che sembrano respirare. Mary Ann Blackwall potrebbe camminare accanto a lei.
Guillermo del Toro, in Crimson Peak (2015, Del Toro), costruisce un maniero che sanguina. Non è solo estetica: è memoria liquida. Il gotico, qui, si fa addirittura corpo.
Jack Clayton, con The Innocents (1961, Clayton), trasforma Il giro di vite in un film di sospiri. Bambini, silenzi, presenze: un’eco diretta con Favola nera.
Tim Burton, in Sleepy Hollow (1999, Burton), usa la nebbia come personaggio. E la nebbia, nel gotico, è sempre un narratore.

I film da vedere assolutamente, Ombre in movimento

The Others (2001) – regia Alejandro Amenábar  
Con Nicole Kidman.  
Bruma, silenzi, case che custodiscono verità.
Raffronto: la maternità come fulcro emotivo, proprio come Mary Ann in Favola nera.
Crimson Peak (2015) – regia Guillermo del Toro  
Con Mia Wasikowska, Tom Hiddleston.  
Gotico barocco, case sanguinanti, neve e bruma.
Curiosità: Del Toro definisce il gotico come “una storia d’amore con un fantasma dentro”.
The Innocents (1961) – regia Jack Clayton  
Con Deborah Kerr.  
Adattamento magistrale di Il giro di vite.
Raffronto: bambini, silenzi, presenze che non sono mai solo presenze.
Sleepy Hollow (1999) – regia Tim Burton  
Con Johnny Depp, Christina Ricci.  
Nebbia, foreste, folklore.
Curiosità: Burton usa la nebbia come “personaggio aggiuntivo”.


📚🖤 La galleria delle ombre disegnate

Nei fumetti, il gotico diventa inchiostro.

Neil Gaiman, con Sandman (1989–1996, Gaiman, DC Comics), costruisce un pantheon dark di sogni e memorie. La sua Morte è gentile, come certe ombre di Favola nera.

Mike Mignola, in Hellboy (1994, Mignola, Dark Horse), mescola folklore e architetture oscure. Il suo tratto è una bruma nera.

Tiziano Sclavi, con Dylan Dog (1986, Sclavi, Bonelli), porta il gotico nelle strade. La malinconia è la sua arma. E la malinconia è anche la radice di Favola nera.

Cosa non farsi mancare tra le nuvole parlanti:

Sandman – Neil Gaiman, 1989–1996  
DC Comics.  
Mito, sogno, morte, memoria, atmosfere crepuscolariNeil Gaiman è un autore ibrido: dark fantasy, mitologia, folklore, horror psicologico.
Il gotico, però, è solo una componente del suo immaginario, non il centro, il tono che usa è più fiabesco che decadente.
Raffronto: la dimensione fiabesca e oscura di Favola nera dialoga con la poetica di Gaiman.

Hellboy – Mike Mignola, 1994  
Dark Horse Comics.  
È più vicino al gotico pulp che a quello letterario. Ma usa volentieri castelli, cripte, rovine, creature che sembrano uscite da un incubo vittoriano. Il tono è principalmente avventuroso, il suo ritmo dinamico e la struttura dei lavori episodica. Sembra distante dal genere ma non lo è, potremmo definirlo una “deviazione moderna”.
Curiosità: Mignola usa il “vuoto nero” come elemento narrativo, non solo grafico.

Dylan Dog – Tiziano Sclavi, 1986  
Sergio Bonelli Editore.  
Il gotico urbano italiano. Sclavi utilizza la malinconia come motore narrativo, ci sono case che respirano, atmosfere sospese e personaggi che vivono tra vita e ombra
Raffronto: la malinconia che permea Favola nera è affine alla poetica sclaviana.


🎮 La cripta interattiva

Sì, il gotico vive anche nei videogame.
E qui diventa esperienza diretta.

Bloodborne (2015, FromSoftware) è un incubo vittoriano: città che si contorcono, nebbie che parlano. È il gotico più puro mai reso interattivo.
Amnesia: The Dark Descent (2010, Frictional Games) trasforma la memoria in labirinto. Il castello è un organismo, come Blackwall Court.

Castlevania (1986, Konami )
Il capostipite: un viaggio in un castello vittoriano pieno di gargoyle, candelabri, cripte e archi gotici. Nata nel 1986 per Konami, Castlevania vede al centro del suo racconto Dracula, certo, ma il vero protagonista è il castello stesso: un labirinto gotico che respira come Blackwall Court, che si espande e si contrae, che custodisce segreti, memorie, colpe.

Castlevania: Symphony of the Night (1997)  
Regia: Koji Igarashi – Konami  
Considerato il capolavoro della saga.
Un castello che cambia forma, una colonna sonora da cattedrale, un’atmosfera che è gotico puro: decadenza, eleganza, memoria.

Castlevania: Lords of Shadow (2010)  
Regia: Hideo Kojima (supervisione) – MercurySteam  
Una reinterpretazione moderna, cinematografica, con foreste brumose, rovine medievali e un tono che richiama il gotico romantico.



Chiudo mostrandovi il breve book trailer che presenta il racconto Favola Nera. Nel canale Youtube troverete molti altri video e post sulle mie attività letterarie. 

Vi do appuntamento al prossimo post. E per darvi un altro piccolo sollievo alla soffocante calura ho pensato di portarvi tra i ghiacci. Esploreremo l'inverno nelle sfumature del thriller e dell'horror: quando diventa protagonista, come viene utilizzato e descritto e dove possiamo trovare gli esempi più eclatanti della stagione più fredda. 

Come vedete faccio di tutto per tenervi al fresco...


“Ogni parola è un passo. Grazie per aver camminato con me tra queste righe.  

  Ma le storie non finiscono, cambiano voce e interpreti e aspettano solo di essere ascoltate.”


Massimiliano Serino

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