Favola nera
Ritorno al gotico
Presentazione del racconto del mese
Il gotico è una delle forme narrative più affascinanti e longeve della letteratura occidentale. Non è soltanto un genere: è un modo di guardare il mondo. Nasce nel Settecento come ribellione contro l’ordine razionale dell’Illuminismo e porta sulla pagina ciò che la ragione non riesce a contenere: l’ombra, la memoria, la superstizione, il perturbante.
Le sue ambientazioni — manieri isolati, campagne brumose, stanze dove il tempo sembra essersi fermato, ville infestate da presenze — vanno oltre il semplice aspetto scenografico, diventano organismi vivi che reagiscono ai personaggi e assumono a loro volta il ruolo di protagonisti. Nel gotico, la natura è spesso matrigna e le case non sono affatto il luogo sicuro dove far crescere una famiglia, custodiscono segreti terribili, frutto di colpe tramandate da generazioni.
Eppure, ciò che rende il gotico irresistibile non è il terrore, ma l’intimità. Ogni storia gotica è una discesa nelle pieghe dell’animo umano, dove la paura è un riflesso dei mostri che abbiamo dentro. È un genere che parla di legami, di ossessioni, di ciò che non riusciamo a lasciare andare. Per il racconto del mese di luglio ho scelto di regalarvi una di queste storie, sperando che nella canicola di questo inizio estate possa regalare qualche brivido.
Vi ricordo che a partire dal primo di luglio potete trovare l'intera storia nella pagina Serial Stories del blog.
Sinossi del racconto
Mary Ann Blackwall, madre amorevole e figura che appare luminosa nel cuore della brughiera, narra tutte le sere ai suoi gemelli una favola che non è soltanto un racconto della buonanotte, ma un frammento di storia familiare. Una storia di coraggio, di legami indissolubili, di fratelli uniti da qualcosa che va oltre il sangue e gli affetti.
Tra brume, lupi, laghi ghiacciati e un destino che sembra scritto nella pietra, Favola nera è una discesa nella memoria, nel sacrificio e nella forza misteriosa che lega chi si ama. Una fiaba oscura, dove la luce è malata e l’ombra trattieni segreti.
📚 La stanza dei libri
Dietro, Mary Shelley osserva la sua creatura: Frankenstein (1818, Mary Shelley, Einaudi/Mondadori). Non è un romanzo dell’orrore, ma una meditazione sulla solitudine. Come i fratelli di Favola nera, anche la creatura cerca un legame che il mondo non sa offrirgli.
Poco più avanti, Emily Brontë lascia che il vento della brughiera scuota le pareti di Cime tempestose (1847, Emily Brontë, Feltrinelli/Garzanti). Qui la natura giudica. E la bruma del Wiltshire sembra rispondere allo stesso richiamo.
Henry James, invece, preferisce il silenzio. Il giro di vite (1898, Henry James, Adelphi) è un gioco di specchi: ciò che vediamo è reale o solo un riflesso? La presenza dei bambini, come in Favola nera, diventa un enigma morale.
E come non ritrovarci davanti a Poe, con La caduta della casa degli Usher (1839, Edgar Allan Poe, Feltrinelli/Newton Compton). Abbiamo detto che nel gotico le case sono organismi. Blackwall Court potrebbe benissimo essere una loro parente.
Alejandro Amenábar, con The Others (2001, Amenábar), filma una madre che protegge i figli in una casa che non vuole essere dimenticata. Nicole Kidman attraversa stanze che sembrano respirare. Mary Ann Blackwall potrebbe camminare accanto a lei.
Guillermo del Toro, in Crimson Peak (2015, Del Toro), costruisce un maniero che sanguina. Non è solo estetica: è memoria liquida. Il gotico, qui, si fa addirittura corpo.
Jack Clayton, con The Innocents (1961, Clayton), trasforma Il giro di vite in un film di sospiri. Bambini, silenzi, presenze: un’eco diretta con Favola nera.
Tim Burton, in Sleepy Hollow (1999, Burton), usa la nebbia come personaggio. E la nebbia, nel gotico, è sempre un narratore.
Con Nicole Kidman.
Bruma, silenzi, case che custodiscono verità.
Raffronto: la maternità come fulcro emotivo, proprio come Mary Ann in Favola nera.
Crimson Peak (2015) – regia Guillermo del Toro
Con Mia Wasikowska, Tom Hiddleston.
Gotico barocco, case sanguinanti, neve e bruma.
Curiosità: Del Toro definisce il gotico come “una storia d’amore con un fantasma dentro”.
The Innocents (1961) – regia Jack Clayton
Con Deborah Kerr.
Adattamento magistrale di Il giro di vite.
Raffronto: bambini, silenzi, presenze che non sono mai solo presenze.
Sleepy Hollow (1999) – regia Tim Burton
Con Johnny Depp, Christina Ricci.
Nebbia, foreste, folklore.
Curiosità: Burton usa la nebbia come “personaggio aggiuntivo”.
Chiudo mostrandovi il breve book trailer che presenta il racconto Favola Nera. Nel canale Youtube troverete molti altri video e post sulle mie attività letterarie.
Vi do appuntamento al prossimo post. E per darvi un altro piccolo sollievo alla soffocante calura ho pensato di portarvi tra i ghiacci. Esploreremo l'inverno nelle sfumature del thriller e dell'horror: quando diventa protagonista, come viene utilizzato e descritto e dove possiamo trovare gli esempi più eclatanti della stagione più fredda.
Come vedete faccio di tutto per tenervi al fresco...
“Ogni parola è un passo. Grazie per aver camminato con me tra queste righe.
Ma le storie non finiscono, cambiano voce e interpreti e aspettano solo di essere ascoltate.”


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