Le stanze, le ombre, le metamorfosi :
un autore e i suoi mondi
Ci sono autori che raccontano storie e altri che costruiscono mondi.
Penso di appartenere a questa seconda specie: quella inquieta, che non si limita a narrare ma plasma ambienti e li rende vivi, li trasforma in specchi morali. Nei miei libri, le città respirano, i boschi trattengono segreti, le stanze diventano processi interiori e la psiche umana assume anch'essa un luogo abitativo fatto di oscurità e disagio. Ogni romanzo è un varco, ogni racconto una fenditura nella superficie del reale. E ciò che lascio emergere da quella fenditura non è mai troppo rassicurante. Se ami le storie che non ti lasciano in pace, che ti costringono a guardare il lato oscuro della città e della memoria, ecco un catalogo coerente che mi sento di proporre: prosa cinematografica, personaggi che sbagliano e pagano, ambientazioni che diventano giudici. Sono testi che non cercano il colpo di scena facile, chiedono tempo, attenzione e la voglia di porsi domande.
Nell'articolo di oggi, ormai prossimi all'uscita del mio ultimo romanzo, ho pensato di raccogliere parte della mia produzione recente come se fosse una piccola rassegna d’autore che guarda al passato per illuminare il presente. A seguire troverete quattro schede sintetiche pensate per il lettore curioso, il libraio, il festival e il giornalista che voglia capire subito di che stoffa sono fatti questi libri.
Quattro libri per capire il nostro lato oscuro
C’è una linea sottile che attraversa tutta la mia produzione: la trasformazione del luogo in personaggio. Che sia la frontiera americana, un’isola caraibica, un bosco piemontese o le stanze di una Milano natalizia, lo spazio non è mai neutro. È un organismo che respira, che trattiene odori, segreti, colpe. Come recita con chiarezza una delle schede editoriali di presentazione: “Il testo ha una forza evidente: la densità psicologica e la centralità della città come organismo narrativo.” Questo è il filo che lega storie completamente diverse tra loro: La Crisalide e la lama, Favole Inquiete, L’Estate delle lumache colorate e Le Stanze di Penny.
La Crisalide e la lama, come si legge nella presentazione editoriale “fonde magistralmente il western crepuscolare con il thriller psicologico, lambendo i confini del gotico.” Qui il viaggio di un narratore alla deriva morale diventa pretesto per scavare nelle ossa di un’America feroce, dove il mito del selvaggio West si mescola a confessioni che odorano di sangue e rimorso. È un noir storico che parla di identità, vendetta e metamorfosi, e che trova nel gotico una tonalità di ombra perfetta per raccontare ciò che non si può più chiamare per nome.
Se il cinema di riferimento è quello che ama le inquadrature lunghe e il controllo del tono - mi sono ispirato a Fincher per la tensione e a un Sergio Leone più cupo per gli orizzonti - la mia narrativa dialoga anche con il fumetto e il videogioco: immagini forti, sequenze che sembrano storyboard, scelte morali che ricordano le branching narratives dei giochi narrativi. L’uso del chiaroscuro e della tavola come spazio simbolico trova un’eco naturale nei miei testi; dai videogame, invece, ho rubato la pressione del tempo e la necessità di scegliere tra opzioni moralmente ambigue, parenti stretti delle scelte che i personaggi del romanzo devono compiere.
Se il cinema di riferimento è quello che ama le inquadrature lunghe e il controllo del tono - mi sono ispirato a Fincher per la tensione e a un Sergio Leone più cupo per gli orizzonti - la mia narrativa dialoga anche con il fumetto e il videogioco: immagini forti, sequenze che sembrano storyboard, scelte morali che ricordano le branching narratives dei giochi narrativi. L’uso del chiaroscuro e della tavola come spazio simbolico trova un’eco naturale nei miei testi; dai videogame, invece, ho rubato la pressione del tempo e la necessità di scegliere tra opzioni moralmente ambigue, parenti stretti delle scelte che i personaggi del romanzo devono compiere.
Favole Inquiete è invece un laboratorio di forme: venti racconti che oscillano tra noir, gotico e fiaba nera. Qui il tono cambia continuamente, ma la cifra resta la stessa: la metamorfosi come destino. È una raccolta che si presta a letture multiple: da un lato il lettore che ama il brivido concentrato, dall’altro chi cerca micro‑storie che ti restano addosso come ferite aperte. I riconoscimenti (Argentario 2025, Premio Caravaggio, finalista Voghera Film Festival 2025) non sono un caso: questi racconti lavorano sulla memoria e sull’eco, non sul colpo di scena fine a sé stesso.
L’Estate delle lumache colorate riporta la tensione nel provinciale: un giallo di formazione ambientato nel 1977, dove l’innocenza si incrina e la comunità si scopre complice. È un romanzo che parla di amicizia, colpa e crescita, e che usa il paesaggio rurale come specchio deformante delle relazioni umane. Qui il richiamo è al cinema di provincia, ai coming‑of‑age che si sporcano di sangue, e al fumetto che sa raccontare l’adolescenza come un territorio di frontiera.
Infine Le Stanze di Penny, che mette Milano al centro come organismo narrativo di un classico noir metropolitano. Dicembre 2019, le luci di Natale si accendono. Una ragazza viene trovata in fin di vita nel parco di una palazzina neoclassica. Ha il volto sfregiato, una ferita d’arma da fuoco e nessun documento. Solo una catenina d’oro con le lettere H&S.
Da qui prende forma Le Stanze di Penny, il mio prossimo romanzo in uscita nel 2026: un giallo noir che attraversa l’alta moda, la prostituzione minorile e il peso della memoria. Tra queste pagine non troverete eroi, ma uomini e donne che portano addosso il peso delle proprie scelte. Troverete voci spezzate, eppure incandescenti, che restituiscono al lettore la fragilità di chi ha subito e la forza di chi ricorda. Medici, poliziotti, modelle, prostitute, madri, figlie…figure che si sgretolano sotto il peso della colpa, dell’assenza, specchio di un disagio urbano che non concede tregua.
SCHEDE LIBRO
La Crisalide e la lama
Genere: Thriller storico / Noir letterario
Pagine: 417– 420 (ed. brossura)
Target: Lettori di noir storico, appassionati di western crepuscolare e gotico; pubblico 20-65 anni.
Mini sinossi: 1910. Uno scrittore in fuga cerca il sacro del Voodoo e trova invece confessioni che attraversano Whitechapel e il Nevada: una scia di sangue che mette in crisi ogni certezza. Chi è davvero Jack the Ripper? Sulle rive assolate dei Caraibi, le tessere di un mosaico insanguinato troveranno finalmente il loro posto nella confessione di un uomo che ha visto il male dritto negli occhi.
Contesto storico: Haiti e la frontiera americana di inizio Novecento; intreccio tra folklore afro‑caraibico e mito della frontiera.
Richiami sociali: identità di genere, trauma, sfruttamento; il romanzo interroga la responsabilità collettiva e la memoria storica.
È un romanzo che sembra uscito da un incontro impossibile tra Cormac McCarthy, James Ellroy e il cinema di John Hillcoat: un western sporco, un noir psicologico, un gotico che non ha bisogno di fantasmi perché i vivi bastano a spaventare.
Favole Inquiete
Genere: Antologia di racconti (noir, gotico, horror psicologico)
Pagine: 288 (ed. brossura)
Target: Lettori di racconti brevi, amanti del noir, dello storico e del fantastico.
Mini sinossi: Venti storie in cui la realtà si incrina favole nere che trasformano il quotidiano in mito rovesciato.
Contesto storico: Epoche e luoghi diversi; ogni racconto costruisce il proprio micro‑mondo.
Richiami sociali: violenza, metamorfosi, memoria, identità, lutto.
Premiata all’Argentario 2025, vincitrice del Premio Caravaggio per la narrativa breve e finalista al Voghera Film Festival, questa antologia è un piccolo atlante dell’ombra. Ogni racconto è una ferita che pulsa, una domanda che non vuole risposta. È letteratura che ricorda certe graphic novel europee — Gipi, Bilal, Mattotti — dove il segno non è mai decorazione ma confessione.
L’Estate delle lumache colorate
Genere: Giallo / Thriller di formazione
Pagine: 332 (ed. brossura)
Target: Lettori di noir rurale e coming‑of‑age oscuri; 18-50 anni.
Mini sinossi: Estate 1977. La scomparsa di una tredicenne scuote un antico borgo piemontese; un gruppo di adolescenti scopre che il mostro può nascondersi dietro la maschera della normalità.
Contesto storico: Italia provinciale anni Settanta; atmosfera di festa e sospetto.
Richiami sociali: abuso, complicità comunitaria, perdita dell’innocenza.
È un romanzo che dialoga con Stand by Me, con il primo Stephen King, con il cinema italiano che sa raccontare la provincia come un luogo dove tutto sembra immobile e invece ribolle. Un coming‑of‑age che diventa discesa nell’abisso.
Le Stanze di Penny (uscita 2026)
Genere: Noir metropolitano / Thriller psicologico
Pagine: 404 (ed. brossura)
Target: Lettori di noir letterario, appassionati di Scerbanenco, Ellroy, Simenon; pubblico colto, sensibile a temi sociali e morali.
Mini sinossi: Milano, due settimane a Natale. Una ragazza sospesa tra la vita e la morte percorre le stanze della sua mente alla ricerca dell’identità perduta. Ma la memoria diventa condanna e dal passato affiorano mostri dimenticati.
Attorno a lei, una metropoli che brilla di luci e nasconde ombre: un delitto impunito, una rete sotterranea di abusi e violenze su minori, uomini rispettabili che celano verità indicibili e il mondo dorato, ma corrotto, dell’alta moda a far da palcoscenico.
Un medico, un poliziotto, una puttana: tre vite immerse in un limbo di solitudine che per 15 giorni si sfiorano e si intersecano in una sciarada, fino a scoprire che persino chi voleva giustizia porta dentro di sé una zona d’ombra di cui non può andare fiero.
Contesto storico: Milano contemporanea; la città come organismo morale.
Richiami sociali: prostituzione minorile, corruzione istituzionale, responsabilità individuale.
Dopo questa carrellata, spero interessante, della mia produzione con il prossimo post riprenderemo con un altro argomento alquanto inquietante:
"Topografia del Terrore": Come trasformare un luogo ordinario (una lavanderia a gettoni, un ufficio, un condominio) nel palcoscenico di un incubo. Il book trailer dell'antologia Favole Inquiete
“Ogni parola è un passo. Grazie per aver camminato con me tra queste righe.
Ma le storie non finiscono, cambiano voce e interpreti e aspettano solo di essere ascoltate.”




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